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MOSTRE E FIERE DI ANTIQUARIATO IN ITALIA In questa pagina potete trovare le più importanti Mostre e Fiere dell'antiquariato che hanno luogo ogni anno in Italia e che offrono un importante spazio nell'area dei tappeti. Poichè le date di esposizione possono variare, viene indicato il mese dell'avvenimento. Per conoscerne la data esatta si potrà richiedere informazioni al numero fornito o all'azienda di promozione turistica della città.
| Saluzzo - Mostra Nazionale di Antiquariato |
In maggio, nella Caserma Musso, in piazza Montebello, centro storico. Informazioni: Tel. 0175/43527. | Milano - Internazionale dell'Antiquariato |
All'inizio di aprile, presso la Fiera di Milano. Una delle principali manifestazioni europee del settore, divenuta recentemente annuale. Aderiscono oltre 100 espositori, anche esteri. Offre una straordinaria panoramica anche nel settore dei tappeti, con elementi di grande pregio. Informazioni: Tel. 02/349841. | Milano - Mostre a S. Ambrogio |
Periodo di Pasqua ed in novembre, nelle vie Caminadella, Novati, Lanzone, Nirone e piazza S. Ambrogio. Cona la partecipazione di vari negozianti della zona. Informazioni: Tel. 02/863016. | Sartirana (Pavia) - Mostra Mercato di Antiquariato |
Settembre, seconda metà. Nel Castello di Sartirana, a Sartirana Lomellina. Partecipano un centinaio di espositori , in prevalenza antiquari provenienti dalla Lombardia e dal Piemonte. Nell'area arti tessili vi sono espositori che offrono, oltre a tessuti da collezione, ricami e abiti d'epoca, bellissimi tappeti. Alcuni partecipanti provengono da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Belgio e Austria. Informazioni: Tel. 0384/800804 oppure 0382/970525. | Venezia - Internazionale dell'Antiquariato |
Settembre, presso il Centro Culturale delle Zitelle, isola della Giudecca. Fiera annuale, raccoglie espositori che provengono da tutta Italia e dall'estero. Vasta offerta di tappeti di alto livello. Informazioni: Tel. 055/294626. | Genova - Mostra Europea dell'Antiquariato |
Tra marzo ed aprile. Palazzo Ducale di Genova. Mostra annuale, offre una rassegna di pezzi prestigiosi ed alto livello. Informazioni: Tel. 055/294626. | Bastia Umbra (Perugia) - Assisi Antiquaria |
Tra fine aprile e maggio, presso Umbria Fiere, Bastia Umbra, lungo la statale per Perugia a 7 chilometri da Assisi. Questa esposizione vanta una lunga tradizione nel settore con i pezzi più raffinati, ofrre un'ampia rassegna di tappeti ed arazzi Informazioni: Tel. 075/8042924. | Fabro (Terni) - Caravanserraglio |
Sconda metà di novembre, presso ExpoSole. Il centro ExpoSole è all'uscita per Fabro dell'autostrada A1. La mostra, ospita circa 250 espositori, offre un ampio spazio nel settore dei tappeti. Importante la presenza di artigiani, restauratori e decoratori che eseguono opere di intervento con teniche tradizionali. Informazioni: Tel. 0763/831431. | Bracciano (Roma) - Noi Antiquari |
Nella prima quindicina di maggio, nel Castello Odescalchi. All'interno dell'imponente castello del quattrocento troviamo espositori provenienti da tutta Italia che offrono pezzi di elevato interesse. Informazioni: Tel. 06/9043374. Fine Ottobre, presso la Fiera del Mediterraneo. Partecipano alla Fiera espositori che provengono anche dall'estero. Il livello dell'esposizione è elevato, controllato da un apposito comitato scientifico che controlla accuratamente ogni manufatto prima di autorizzarne l'esposizione. Informazioni: Tel. 091/329652. | MUSEI DEL TAPPETO Vienna: Musée des Arts Appliqués, Stubening 5. Vienna: Musée Ethnographique, Ringstrassentrakt, Neue Burg. Vienna: Oesterreichisches Museum für Angewandte Kunst. Copenhagen: Castello Rosenborg. Lione: Musée Historique de Tissus. Parigi: Top/Millet. Parigi: Musée des Arts Décoratifs. Parigi: Louvre. Parigi: Musée Gobelin. Parigi: Muséc Nissim de Comondo. Versailies: Musée National du Chateau de Versailies. Amburgo: Hamburgisches Museum für Volkerkunde. Berlino: Islamische Museum, Staatliche Museen zu Berlin, 102 Bodestrasse 1/3. Berlino: Museum Für Islamische Kunst, Staatliche Museen Preussicher Kulturbesitz, Stauffenbergstrasse 41. Colonia: Kunstgewerbemuseum. Francoforte: Museum für Kunsthandwerk. Hannover: Kestner-Muscum, Trammplatz 3. Monaco: Residenzmuseum. Monaco: Bayerisches Nationalmuseum. Monaco: Volkerkundemuseum.
Delhi: Red Fort Museum. Cambridge: Fitzwilliam Museum, Trumpington Street. Londra: Horniman Muscum and Library, London Road, Forest Hill. Londra: Museum of Mankind, Burlington Gardens. Londra: Victoria and Albert Muscum, Cromwell Road. Londra: National Gallery. Londra: British Museum. Oxford: Pitt Rivers Muscum, South Parks Road. Teheran: Museo del Tappeto. Teheran: Museo archeologico. Firenze: Museo Nazionale del Bargello. Firenze: Museo Bardini. Firenze: Museo degli Argenti. Milano: Museo Poldi Pezzoli. S. Gimignano: Museo Civico. Varese: Museo Pogliaghi. Torino: Museo Civico. Venezia: Museo Correr. Venezia: Tesoro di San Marco. Kuwait: Museo Nazionale d'Arte Isiamica. Haarlem: Musée von Stolk. Mosca: Museo d'arte orientale, Cremlino. San Pietroburgo: Hermitage. San Pietroburgo: Museo Etnografico dei popoli dell'URSS.
Boston: Boston Museum of Fine Arts. Cambridge: William Hayes Fogg Art Museum, Harvard University. Cleveland: Cleveland Museum of Art. Denver: Denver Art Museum. Filadelfia: Philadelphia Museum of Art. Los Angeles: Los Angeles County Museum of Art. New York: Metropolitan Museum of Art, Fifth Avenue. Washington: Textile Museum, 2320 S. Street. Washington: Corcoran Gallery of Art. Washington: National Gallery. Minneapolis: Museum of Art. St. Louis: City Art Museum. Stoccolma: Historiska Museum. Basilea: Gewerbemuseum. Lugano-Castagnola: Villa Favorita (Collezione Thyssen Bornemisza). Zurigo: Muraltengut. Brousse: Musée D'Art Turc et Islamique. Istambul: Vakiflar Muzesi, Ahmediy Royal Kiosk. Istambul: Topkapi Saraiy Muzesi. Istambul: Turk ve Isiam eserleri Muzesi. Konya: Mevlana Museum. | LA MANUTENZIONE ORDINARIA. PER LA CONSERVAZIONE DEL TAPPETO Per assicurare una vita lunga al vostro tappeto è consigliabile applicare alcune regole fondamentali. Occorre prestare attenzione a non tenere il tappeto in luoghi troppo piccoli e bui, mentre consigliamo vivamente di evitare i luoghi eccessivamente umidi. Consigliamo di non usare un tappeto sotto mobili molto pesanti, sotto il tavolo da pranzo e vicino alla porta di ingresso per evitare l'effetto abrasivo delle scarpe simile a quello della carta vetrata. Se fosse proprio necessario inserire il tappeto sotto dei mobili molto pesanti, si consiglia di appoggiare le gambe dei mobili su dei supporti in plastica o vetro che sono studiate per distribuire meglio il peso. Il pelo del tappeto è costituito da fili di lana che emergono dai nodi. Con il tempo, con il calpestio e la polvere i fili finiscono con l'appiattirsi sul tappeto ed il pelo, pur conservando una certa nitidezza dei contorni dei vari motivi, non mantiene più lo spessore originale. In queste condizioni il tappeto è soggetto ad una usura maggiore in quanto il pelo non ha più la possibilità di risollevarsi. Quindi, consigliamo, ogni quattro-cinque anni, una pulizia completa per permettere al pelo di gonfiarsi di nuovo.
LA PULIZIA Mantenete il tappeto sempre accuratamente pulito, in quanto lo sporco assottiglia e logora il tessuto. Per conservare il tappeto in modo ottimale pulitelo giornalmente con una scopa molto morbida, preferibilmente in saggina e ogni settimana, utilizzando un aspirapolvere non troppo potente, facendo attenzione a non rovinare le frange, passate l'apparecchio anche sulla parte inferiore. Evitare l'uso di battipanni, specialmente elettrici; ove fosse indispensabile l'uso di tale dispositivo occorre avere l'accortezza di battere il tappeto solo sul rovescio.
IL LAVAGGIO Il lavaggio non è solo un fatto igienico igienico, ma ha importanza anche per la conservazione delle fibre naturali che riacquistano morbidezza, vivacità nei colori e lucentezza. Anticamente i tappeti venivano lavati raramente e, al fine di mantenerli puliti, si usava frizionarli in superficie con acqua e aceto o ammoniaca. Purtroppo lo smog e gli elementi chimici presenti nell'atmosfera si depositano sul pelo e, aggrgandosi alla polvere, formano una patina di grasso: con il tempo questa patina si indurisce e provoca l'irrigidimento delle fibre con il loro conseguente sgretolamento. Per cui occorre ricorrere a detergenti efficaci e delicati. Ogni quattro-cinque anni portare il tappeto al lavaggio, soprattutto se è di grande valore, presso una ditta specializzata, in quanto questa risulta un'operazione molto delicata che, se non ben eseguita, potrebbe rovinare irrimediabilmente il manufatto.Se il tappeto ha un valore che non giustifica la spesa di un lavaggio presso una ditta specializzata, potete provvedere voi stessi. Prima di eseguire questa 'operazione consigliamo di collaudare la resistenza al lavaggio di ogni colore eseguendo una prova molto semplice: inumidite leggermente un batuffolo di cotone bianco e strofinatelo delicatamente in ogni zona di colore. Se il colore non stinge il batuffolo di cotone, allora si può lavare il tappeto facendo attenzione a non usare mai alcun detersivo. Se anche un solo colore stinge, è necessario rivolgersi ad uno specialista. La stessa prova si può essere effettuatre inumidendo una piccola parte del tappeto e strofinandovi sopra un pezzo di carta assorbente pulita per verificare che non vi rimangano tracce di colore. I tappeti di piccola misura possono essere lavati nella vasca da bagno con acqua tiepida: se il tessuto è delicato, e preferibile sistemare il tappetino su di una rete di nylon per evitare pericolose tensioni quando si toglie dall'acqua. Un tappeto di grandi misure invece può essere lavato all'aperto, preferibilmente in una giornata ventosa, e steso sopra un foglio di politene. Appena spruzzata l'acqua, strofinatelo delicatamente con una spazzola di setola morbida, i risciacquarlo accuratamente e lasciarlo asciugare.
LE MACCHIE Se vi capita di versare qualche sostanza sul tappeto, è necessario intervenire immediatamente tamponando la zona con una batuffolo di cotone secco e assorbente: consigliamo anche di inserire un foglio di giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore dovesse stingere. Successivamente pulire la macchia col sapone di Marsiglia, sciacquare e fare asciugare il più rapidamente possibile, facendo attenzione ad aerare il tappeto sollevando le parti bagnate. Non impiegare mai smacchiatori a meno che non site certi della qualità dei coloranti utilizzati nella realizzazione del tappeto.
LE TARME Le tarme oltre a provocare gravi danni, sono anche difficili da scoprire. Vivono e si riproducono in ambienti con poca illuminazione, e sono divoratrici di lana. Normalmente stazionano nel pelo e depongono milioni di uova nel giro di poche settimane. A volte mangiano la lana all'altezza del nodo, per cui il tappeto anche se appare integro, perde la lana quando viene aspirato. In questi casi occorre irrorare il tappeto con disinfestanti particolari e rinchiuderlo in contenitori a tenuta ermetica per almeno un mese. Dopo un lavaggio energico, si può procedere al restauro. Una astuzia per evitare il flagello delle tarme è quello di mettere nella stanza un vaso contenente delle piume: le tarme tralasceranno certamente il tappeto per deporre le loro uova sulle piume.
PICCOLE RIPARAZIONI Piccoli interventi di riparazione al tappeto possono essere fatte da tutti: è sufficiente essere in possesso di un solido ago e del filo di lana assortito, che potete procurarvi presso i negozi di prodotti di artigianato o nelle mercerie più provviste. Alcuni tappeti hanno tendono ad incurvarsi agli angoli; si può evitare questo inconveniente stirandoli: quando il problema non si riesce a risolvere, occorre intervenire con riparazioni più complicate che è bene lasciare ad uno specialista. Se il tappeto tende seccarsi, il problema è causato dalla lana che è portata a perdere i suoi grassi essenziali, si può restaurare in un modo abbastanza facile: stendete il tappeto su una superficie in piano, prendere un pugno di vello di montone appena tosato e non ancora trattato, e strofinarlo su ogni lato del tappeto, in questo modo ridarete al tappeto una certa quantità di lanolina.<
IL RESTAURO In caso il tappeto abbia dei danni gravi, è necessario procedere ad una vera e propria opera di restauro, lavoro così difficile ed impegnativo che occorre lasciare ad artigiani esperti e competenti. Il restauro ha il fine di conservare e proteggere (restauro conservativo) il tappeto o di ricondurlo allo stato originario (restauro integrativo). Determinate l'importanza, l'età e la provenienza del tappeto, il restauratore ne analizza lo stato generale, sia al dritto che al rovescio, alla luce del sole; poi passa allo studio dei danni per identificare il tipo di intervento da effettuare. Il tappeto viene sottoposto a lavaggio, al fine di lavorare su fibre pulite, elastiche e morbide e per poter valutare correttamente i colori. Questa operazione, data l'abilità e le conoscenze richieste, è piuttosto costosa e quindi deve essere eseguita solo se si è in presenza di un tappeto di elevato valore e se il costo del restauro (che non deve mai essere superiore al valore del tappeto) è conveniente.
IL BUCO Un buco può essere provocato da cause diverse (bruciature, animali, attriti violenti causati da oggetti trascinati); se il tappeto è molto sporco le fibre perdono la loro elasticità, tendono a spezzarsi e polverizzarsi, soprattutto in ambienti troppo secchi. Restaurare un buco significa ricostruire di nuovo una parte del tappeto. Il lavoro è particolarmente complicato ed è necessario l'intervento di uno specialista.
IL TAPPETO MARCITO Un tappeto a lungo bagnato marcisce. Per ovviare a questo problema occorre eliminare le aree marcite, generando così un buco che deve essere restaurato. Nel caso che le zone di marcitura siano molto estese, occorre valutare se il restauro sia conveniente o sia opportuno invece cucire semplicemente una fodera sul rovescio per rinforzare le parti più deboli della struttura con fili sottili e resistenti.
LE TESTATE Le testate, cioè le parti terminali del tappeto sono costituite dai fili dell'ordito che fuoriescono fino a formare le cimose e le frange. Queste sono portate a sfilarsi e sfibrarsi. Appena il tappeto mostra i primi segni di cedimento è necessario intervenire con un restauro conservativo operando una fermatura interna non visibile. STORIA DEL TAPPETO A causa dell'uso al quale era destinato, il tappeto, anche se solidamente tessuto e strettamente annodato, non poteva resistere più di tanto al trascorrere del tempo, quindi non ci si deve stupire se così poco dei tappeti antichi è pervenuto fino a noi.
IL TAPPETO ANTICO I primi importanti ritrovamenti sono relativi ai numerosi frammenti rinvenuti nel 1905 avvenuti nella moschea di Alaeddin a Konya, in Anatolia centrale, e risalgono alla seconda metà del 1200. Altri esemplari di tappeti selgiuchidi sono stati rinvenuti nel 1925 all'interno della moschea di Eshrefoglu, a Beyshehir. Poichè i reperti di tappeti sono limitati occorre necessariamente ricorrere alle testimonianze degli storici, dei poeti, dei pittori e degli scultori per capire che il tappeto faceva parte della vita quotidiana di antiche civiltà ormai scomparse. Il cantore Omero, nel IX secolo a.C., descrive già di decine di tappeti di immenso valore e la cortigiana dell'Antico Testamento ricopre il suo letto con un tappeto egiziano. I cronisti dell'epoca ci lasciarono gli inventari dei favolosi bottini conquistati dai Persiani e dai Greci nel corso delle loro guerre, e i tappeti sono compresi fra gli oggetti più preziosi. Fonti storiche descrivono il tappeto noto con il nome di Primavera di Cosroe, manufatto di dimensioni gigantesche (25 x 65 metri) che venne realizzato come ornamento per il palazzo dell'imperatore Cosroe I (531-579 d.C.) a Ctesifonte. Anche i Crociati rimasero affascinati dai tesori d'Oriente nelle loro spedizioni e riportarono a eccezionali tappeti. Marco Polo, grande estimatore di oggetti artistici, elogia vari tipi di tappeti che scopre in Oriente e racconta di tappeti turchi e caucasici come gli esemplari migliori del mondo. Nel XIV e XV secolo il tappeto due aspetti fondamentali : la raffigurazione di animali ( uccelli e quadrupedi in particolare) molto stilizzati e quello con motivi geometrici. In mancanza di reperti sicuri , loro documentazione viene rilevata soprattutto dalla pittura dell'epoca, appartenente alla scuola italiana e spagnola. Il grande numero di tappeti rappresentati nella pittura italiana ed europea non deve stupire, poichè dato che tra il XIV ed il XV secolo l'Italia (in particolare Venezia ) ebbe ruolo di maggior importatore di tappeti orientali del mondo, pezzi straordinari che vennero commercializzati in tutta Europa. Il più antico tappeto conosciuto : PAZYRYK Ha circa 2500 anni il più antico tappeto conosciuto. Fu scoperto nella tomba di un capo sciita del Pazyryk. Il tappeto di Pazyryk è in lana e misura circa 4 metri quadrati (200 x 183), i suoi nodi sono fini e regolari. E' rimasto conservato grazie ai ghiacci perenni del luogo. Una attenta analisi degli studiosi ha stabilito l'età di questo reperto senzazionale che risale al IV - V secolo a.C. Le origini di questo tappeto divrebbero risalire alla Persia, elemento che troverebbe conferma nella decorazione in stipe persiano. Il tappeto di Pazyryk oggi è conservato al museo dell'Hermitage a San Pietroburgo (ex Leningrado).
IL TAPPETO NEL RINASCIMENTO Durante il Rinascimento furono importati in Europa dall'Oriente diversi tappeti Ushak di piccolo formato con decorazione costituita da grandi motivi geometrici su fondo rosso e da eleganti arabeschi con colori molto forti. Molti grandi pittori raffigurarono con massima precisione il disegno di questi tappeti fissandoli nelle loro tele. Il pittore italiano Lorenzo Lotto vissuto a cavallo tra il 1400 e il 1500 dipinse nei suoi quadri molti di questi tappeti, tanto che essi acquisirono il nome dal pittore, abbandonando il nome d'origine. Nel 1400 i motivi geometrici sostituirono completamente quello animale. Un disegno geometrico con ottagoni o altre forme chiuse alternate viene definito Holbein, dal nome del pittore tedesco Hans Holbein che raffigurò questo tipo di tappeti nei suoi dipinti. I tappeti Holbein sono di misura non molto grande, e i colori sono netti con prevalenza del blu, del giallo e del rosso, sono realizzati in lana ed il nodo è del tipo turco.
IL TAPPETO TURCO L'artigiano turco tessitore di tappeti mantiene sempre una stretta osservanza della religione musulmana, che impone ai fedeli di non raffigurare in alcun modo gli esseri viventi. Non essendo possibile rappresentare la natura reale che lo circonda, si cerca di raffigurare motivi geometrici e floreali che si allontanano dalla decorazione persiana, per divenire simboli rituali tradizionalmente rispondenti ad un pensiero profondo. Il tappeto turco prende l'avvio all'inizio del 1400. Compaiono i tappeti di seta con il pelo molto lungo, con colori vivaci ma molto armoniosi. Il tappeto da preghiera risponde alle imposizioni della religione Islamica: i colori assumono un significato preciso il blu simbolizza il cielo e l'eternità; il verde invece è poco utilizzato perchè essendo il colore del Profeta non deve essere contaminato dai piedi. L' esemplare più antico di questo tipo di tappeti lo troviamo nel Museo Islamico del Cairo, in Egitto. Annodato in cotone, raffigura cinque nicchie per la preghiera della famiglia ed è datato 903 Egira, ossia relativo all'anno 1556. A Ushak venivano annodati tappeti di grandi dimensioni fin dal 1400 ed in epoca ottomana, questi tappeti vennero esportati dai mercanti veneziani in tutta Europa. Furono chiamati anche tappeti dei signori, gli Ushak avevano forma rettangolare ed erano di grande dimensione. Ricco di colore, l'Ushak è un tappeto di alto pregio, molto ricercato dai collezionisti è esposto nei musei più importanti. I tappeti turchi hanno conosciuto nel XVIII e XIX secolo una notevole diffusione, in particolare con i tappeti da preghiera. Sono tappeti in lana, quasi mai in cotone, annodati col nodo turco: i colori più frequenti sono i toni caldi del rosso e del blu. I centri di maggiore importanza sono Ghiordes, Ladik, Kuia, Milas e Mujur .
I TAPPETI PERSIANI Sono rare le notizie che abbiamo relative ai tappeti persiani fino al 1400. In Persia nel XV secolo il disegno lascia il motivo geometrico per assumere motivi floreali, per merito probabilmente dei contatti con l'arte orientale cinese. L'arte persiana conosce il suo culmine nel XVI e XVII secolo, quando emergono artisti straordinari che concorrono alla realizzazione di importanti tappeti, i cui cartoni sono frutto dei più bravi miniaturisti dell'epoca. Gli artigiani accostano con straordianria armonia colori tenui, riscaldati da toni puri, e impiegano i migliori materiali . Nell'epoca safavide (1501-1732), la stabilità sociale e politica, testimonia il periodo d'oro della manifattura persiana. In particolare Shah'Abbas (1588-1629) fu un grande mecenate di tutte le arti e favorì l'installazione di telai nel suo palazzo. In questo periodo le tecniche di tintura delle fibre si fanno sempre più raffinate e la ricerca di diverse tonalità di colori offrono all'artista la possibilità di esplorare nuovi motivi. La seta non viene più usata solo per l'ordito e la trama, ma viene utilizzata anche per il pelo. Questa scelta si rivelò molto interessante, poichè la seta aveva il pregio di consentire una densità di nodi molto elevata, tanto da poter raffigurare bellissime scene naturalistiche in ogni dettaglio. Le maggiori località persiane nella produzione di tappeti furono cinque: Tabriz, Kashan, Isfahan, Kirman e Herat. TABRIZ - Uno dei centri di maggior produzione del tappeto fu Tabriz, prima capitale safavide, posizionata nella Persia nord-occidentale. Un importante tappeto di questa zona è quello raffigurante scene di caccia su sfondo floreale, è conservato al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Di data incerta (per alcuni 1542-43, mentre altri esperti indicano 1522-23), ha l'ordito in seta, la trama in cotone e il pelo in lana, è realizzato col nodo Sehna, i colori principali sono rosso, giallo, blu e verde, tutti in varie tonalità. Questa regione ha avuto una notevole influenza europea ed americana nella lavorazione dei suoi tappeti, che negli ultimi decenni sono stati prodotti in tutte le dimensioni e con una varietà di disegni spesso forniti dagli stessi importatori dell'Ovest. KASHAN - Caratteristica dei tappeti di Kashan è l'utilizzo della seta nell'ordito, nelle trame e nel pelo. Tra i tappeti più belli qui realizzati si ricorda il tappeto di Vienna, il cui campo reca scene di caccia su uno sfondo vegetale con cespugli e fiori. A Kashan, oltre ai tappeti con scene di caccia, venivano annodati tappeti più piccoli con motivi di animali e disegni di fiori nel campo e nei bordi. Di rara bellezza, i tappeti Kashan sono assai ricercati ed il loro valore è tutt'oggi ai massimi livelli. ISFAHAN - Importantissima nell'arte dell'annodatura del tappeto persiano, città situata nel cuore della Persia, designata da Shah'Abbas come nuova capitale del suo regno. Sotto il regno del grande imperatore (1588-1629) la città vive un periodo di immenso splendore artistico anche nell'annodatura dei tappeti con l'istituzione della karkhana (manifattura statale). Isfahan ,erede di Tabriz, diventa famosa per i suoi tappeti di seta con decorazione prevalentemente floreale. Si sviluppa la tecnica del tappeto broccato in argento e oro, che assume sensazionali effetti visivi e cromatici. I colori sono in prevalenza con toni pastello. Gli Isfahan d'epoca sono tappeti di immenso pregio e molto rari. Dopo un periodo decadente, si ebbe una produzione moderna piuttosto comune, poco costosa e di tipo commerciale. In questa zona oggi sono realizzati esemplari moderni, chiamati Nayim, con soggetto floreale annodato con lane pregiate, che rappresentano i tappeti moderni più fini e di maggior prezzo. KIRMAN - Posizionata nella Persia centro-meridionale, a Kirman va accreditata la realizzazione di una particolare tipologia di tappeti che vengono chiamati a vaso, poichè spesso compaiono motivi floreali, con la forma di un vaso. I colori sono innumerevoli ed intensi, mentre i disegni dei bordi appaiono non molto definiti. Nel 1920 circa a causa di una forte richiesta di ammiratori americani, portò alla nascita di nuovi laboratori destinati alla realizzazione di tappeti per il mercato americano, che vennero appunto denominati Kirman americani. Dopo la guerra del 1940-1945 , i disegni subirono delle variazioni e acquisirono l'influenza occidentale, motivo per il quale, oggi i tappeti Kirman non detengono più i ricchi arabeschi di un tempo, ma solo un piccolo medaglione centrale che libera la maggior parte del fondo a tinte chiare, con preferenza per l'avorio. HERAT - Città dell'attuale Afghanistan, diventò un rilevante centro dell'annodatura di tappeti verso la metà del 1500. I tappeti di questa regione sono di tipo fioreale, e viene definita herati (di Herat) la decorazione dei bordi floreali con foglie lanceolate in posizione simmetrica o con una losanga formata da tralci e fiori. Nel campo del tappeto dominano piccolissimi tralci floreali a spirale, con arabeschi e nastri intrecciati e sovrapposti. I tappeti di Herat vennero importati in Europa in gran numero, dove vennero molto apprezzati, e furono riprodotti nelle pitture di alcuni tra i maggiori artisti come Vermeer ,Velasquez e Rubens.
IL CAUCASO La regione caucasica ( Daghestan, Georgia, Azerbaigian, Armenia), vero e proprio centro dei traffici carovanieri e commerciali ha subito diverse civiltà che si sono incrociate in questa zona in modo costante. Ha avuto quindi modo di assimilarle e rielaborarle acquisendole ed adattandole alle proprie tradizioni. Un motivo frequentemente ricorrente nella decorazione dei tappeti è quello del drago: il tappeto viene generalmente suddiviso a losanghe o reticolo, con i singoli draghi molto stilizzati intervallati con motivi floreali che ricordano quelli persiani a vaso. Realizzati prevalentemente in lana, vengono annodati con il nodo turco, con colori molto vivaci, con le tonalità di rossi e gialli. Tra i maggiori centri di annodatura va ricordata Kuba (con tappeti raffiguranti decorazioni a fiori stilizzati, alternati a sfondi di diverso colore), Shirvan (di elevato livello artistico e tecnico. Sono molto interessanti i tappeti da preghiera con decorazione sul motivo del botè e Karabagh.
IL KAZAK I Kazak ( in tartaro significa cavaliere della steppa, nomade) risultano tappeti di notevole interesse, sono realizzati da popolazioni nomadi turco-tartare che si installarono nei villaggi montani del Caucaso sud-occidentale. Con un'annodatura larga e da un pelo medio-alto, i tappeti Kazak possiedono una decorazione costituita da disegni semplici e geometrici dalle grandi proporzioni. Realizzati con lana di ottima qualità della lana utilizzata, i tappeti Kazak possiedono una una vivacità di colori straordinaria. La maggior parte di questi tappeti si colloca tra la metà del 1800 e il primo ventennio del 1900.
IL TURKESTAN Il Turkestan geograficamente compreso fra il Mar Caspio, le città di Bukbara e Samarkanda, il lago di Aral e l'attuale Iran, è abitato da tribù nomadi o seminomadi. Queste tribù, prevalentemente di pastori, incaricavano le donne per l'annodatura dei tappeti e di altri oggetti di uso quotidiano (borse, sacche per conservare alimenti, selle).
L'EGITTO In Egitto dell'annodatura dei tappeti risale ad epoca antichissima (i primi telai sembra che siano stati inventati oltre 2.500 a.C.), tuttavia non esiste una documentazione sicura. Di certo si sa che agli inizi del XVI secolo vennero annodati al Cairo tappeti cosiddetti mamelucchi. Questi esemplari hanno disegni geometrici, sono annodati in lana con il nodo persiano, con colori prevalentemente vivaci e tendenti al monocromatico. Anche nel Maghreb (Africa settentrionale ad influenza islamica) si crede che l'arte dell'annodatura abbia origini antiche. Oggi vi si realizzano tappeti che imitanola decorazione persiana.
L'AFGHANISTAN In Afghanistan la realizzazione di tappeti ricamati è una tradizione artigianale familiare assai antica. Vi si applicanosia gli uomini che le donne: seduti in terra, con il manufatto posto sulle ginocchia (senza telaio), utilizzando aghi di ferro o di legno. Gli Afgani, ferventi musulmani, decorano i tappeti con motivi geometrici. Le figure sono ispirate agli ottagoni tradizionali e sono divise da file di stelle del Daghestan. Molto soffici, questi tappeti hanno un colore brillante rosso cupo o mattone, e la consecutività dei motivi, assume un ritmo straordinario. La loro decorazione richiama quella dei tappeti Sumak con grandi ottagoni (che identificano la zampa dell'elefante), con losanghe e stelle contornati in tinta nera o blu scura.
LA CINA Non abbiamo documenti relativi alla nascita del tappeto in Cina; sappiamo solo che il tappeto di feltro, tutt'oggi fabbricato, venne annodato da pastori nomadi in tempi molto lontani. Produttore di lana e inventore della seta, la Cina fu del resto un luogo ideale per lo sviluppo di tale arte. Anche se gli artigiani cinesi resistettero a lungo alle influenze persiane e indiane, la via della seta che legava da tempi immemorabili Isfahan a Pechino contribuì a creare importanti scambi culturali, come ci viene confermato dal tappeto di Pazyryk. Di buona qualità dal punto di vista tecnico, i tappeti cinesi vengono realizzati su telai verticali con il nodo persiano non molto fitto, sono tessuti in lana con ordito e trama spesso in cotone. Molti vengono realizzati in seta. Mentre i tappeti cinesi antichi erano generalmente piccoli e a forma rettangolare, verso la metà dell'800 assunsero una forma generalmente quadrata per arrivare alle manifatture di Paatow e Ningsh, dove si eseguono pezzi in tutte le misure richieste dagli Occidentali e in tutte le varietà di colori e disegni. La varietà è ormai tale che arriva a darci delle parures per le camere da letto, composte da due scendiletti e fondo letto in diverse dimensioni.
INDIA Il tappeto indiano, prevalentemente riservato alle classi elevate, deve lo sviluppo alla dinastia dei Moghul (1526-1858). Grandi sostenitori delle arti, i sovrani Moghul diedero un notevole impulso all'artedella realizzazione del tappeto. A Lahore, capitale del Punjab, furono realizzati i più bei tappeti della dinastia Moghul: La decorazione include una fusione tra i motivi persiani (in particolare di Herat) e quelli più tipicamente indiani con la presenza di motivi floreali Dal punto di vista tecnico, i tappeti indiani sono ben realizzati, il nodo utilizzato è quello persiano con una densità molto alta, la lana utilizzata è molto sottile ed i rari tappeti in seta hanno un'altissima densità di nodi. Oggi tra i più conosciuti troviamo i tappeti di Agra, con una annodatura molto fine e serrata, decorati con motivi persiani, hanno colori molto delicati ed armoniosi ( giallo, rosa, verde pallido e avorio) che si ripetono su tutto il campo.
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